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Come già detto in un precedente articolo, le popolazioni di Lampedusa, Linosa e Pantelleria rischiano di rimanere senza acqua, dato che entro il 31 gennaio scadranno le proroghe per la gestione degli impianti di dissalazione delle acque marine, affidata alla SOFIP.
A questa, già di per sé, allarmante notizia se ne aggiunge un'altra che non migliora di certo la situazione. Nel resoconto del tavolo tecnico tenutosi in uffici della Regione il 26 gennaio, infatti, pare si sia presa una decisione molto importante per il futuro delle tre isole siciliane. In realtà, in questo caso, sarebbe più corretto parlare di decisione non presa.
Ma veniamo al documento (che trovate allegato qui, a fine articolo). Al tavolo tecnico, con oggetto Gestione impianto di dissalazione, erano presenti i sindaci di Ustica e Pantelleria e un assessore del comune di Lampedusa, Carmelo Ardizzone. Il perché il sindaco De Rubeis non fosse presente a una riunione di tanta importanza non lo sappiamo (pubblicheremo eventuali note, se perverranno). Sappiamo però che cosa ne è uscito fuori: un nulla di fatto per l'ampliamento dell'impianto di dissalazione, che da circa 500 mila metri cubi di acqua sarebbe stato portato a un milione e 800 mila circa. Una quantità che ci permetterebbe di non dipendere più dalle navi cisterna, con conseguente risparmio di denaro pubblico.
Riportiamo testualmente uno stralcio del resoconto:
Preliminarmente l'arch. Giuseppe Taverna fa presente che per i comuni di Lampedusa, Linosa e Pantelleria sono state avviate le procedure di annullamento delle gare di project financing.
Insomma, una grande occasione persa. Vorremmo capirne i motivi.
Gestione impianto di dissalazione (Tavolo tecnico)
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