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Come si era già detto in un altro articolo, nel blog, tra gli oltre tremila passeggeri imbarcati nella Costa Concordia, naufragata lo scorso 13 gennaio poco fuori le coste dell'Isola del Giglio, c'erano anche circa trenta lampedusani. Tutti salvi, per fortuna, e rientrati in patria senza grosse complicazioni. Nell'articolo si parla anche di un comunicato rilasciato dal Codacons dove si ipotizza un consistente rimborso per ogni naufrago. L'accordo è stato trovato proprio oggi, tra Comitato Naufraghi Concordia e Costa Crociere. La società armatrice dovrà infatti risarcire ogni passeggero coinvolto nell'incidente di undicimila euro più circa tremila di rimborsi per le spese sostenute (inclusa la quota pagata per il viaggio), compresi i bambini, oltre eventuali altre indennità previste da assicurazioni eventualmente stipulate dai singoli.
"È un accordo storico, che chiude una vicenda drammatica - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc (membro del comitato) - una vera class action stragiudiziale che risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo. Nel raggiungere l'accordo abbiamo tenuto conto del codice del turismo italiano e delle situazioni normative previste in altri Paesi, dato che i passeggeri coinvolti nel naufragio della Costa Concordia sono di varie nazionalità". E continua: "È un accordo democratico, che non fa distinzioni nè di ceto nè dei Paesi di provenienza dei passeggeri, vale in tutto il mondo e la Costa Crociere lo diffonderà nelle varie lingue. L'accordo è erga omnes, valido per tutti e non solo per chi decide di fare causa, e permetterà a ogni passeggero di ottenere un risarcimento immediato di 11mila euro più 3mila di rimborsi, che saranno liquidati entro una settimana dall'accettazione sia in Italia che nel resto del mondo, senza risvolti legali e senza tempi lunghi di giudizio. L'accordo interessa circa 3.000 passeggeri di 60 diverse nazionalità, di cui circa 900 sono italiani".
Di tutt'altro avviso il Codacons, che dichiara: "Si tratta di una elemosina che i passeggeri della nave non devono assolutamente accettare - afferma il presidente Carlo Rienzi - è assurda poi la distinzione contenuta nell'accordo tra chi ha subito danni fisici e chi invece non ha riportato ferite: i danni fisici, infatti, sono anche quelli di tipo fisiopsichico, non solo fratture o lesioni fisiche tangibili. Per questo invitiamo i passeggeri della Concordia a sottoporsi a visite mediche che certifichino lo stress psicofisico subito ed eventuali effetti psichici permanenti, che darebbero loro diritto a risarcimenti ben superiori alla misera cifra di 14.000 euro". E conclude: "L'unica strada per ottenere risarcimenti proporzionati al danno subito e ai rischi corsi in relazione alla propria incolumità, è aderire alle azioni legali avviate dall'associazione in Italia e negli Usa".
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