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Tags: askavusa | busetta | clandestini | comune | immigrazione | libia | museo | sferlazzo "Siamo grati al Governo nazionale, in particolare al governo Berlusconi e al ministro Maroni per la politica adottata nei confronti del fenomeno migratorio. Nello specifico ci riferiamo alla politica che ha consentito all'arcipelago delle Pelagie di non essere più il centro di recupero per migliaia di migranti. I mercanti di vite umane costringevano Guardia di finanza, carabinieri e Guardia costiera ed Esercito a rischiare la vita per recuperarli fino ad oltre 200 chilometri dalle Pelagie". E' quanto afferma l'assessore al turismo del comune di Lampedusa e Linosa Pietro Busetta in una nota ufficiale del comune delle Pelagie.
"In questo cambiamento è fondamentale l'accordo con la Libia e Gheddafi - prosegue Busetta - che permette a Lampedusa di riprendere la sua vocazione turistica, pur nella consapevolezza che il fenomeno migratorio è complesso e va garantito il diritto di asilo politico per chi scappa da guerre, rivoluzioni e conflitti razziali. Lampedusa e Linosa sono terre di accoglienza e saranno pronte a dare assistenza a coloro che arrivano sulle proprie coste ma non vogliono più ritornare ad essere centro di recupero per tutto il Mediterraneo. Dovrà essere l'Europa a caricarsi il problema epocale senza scaricarlo su una piccola isola".
L'assessore Busetta annuncia infine che "in accordo con l'assessore ai Beni culturali ed all’Identità siciliana, Gaetano Armao e con il prestigioso museo dell'immigrazione di Ellis Island, stiamo lavorando alla progettazione del più grande museo della migrazione del Mediterraneo, per consentire ai figli dei migranti di tornare nel primo approdo dei loro padri, un dovere nei confronti di coloro che hanno consentito all’economia italiana ed europea di crescere, ai nostri vecchi di essere assistiti, alle nostre barche di continuare a pescare ed alla nostra agricoltura di non essere abbandonata. Risulta, quindi, assolutamente pretestuosa la polemica relativa ad una supposta volontà dell'amministrazione comunale di volere distruggere i relitti esistenti, che invece in rispetto delle normative esistenti vanno salvaguardati per essere esposti nello sperato museo. Ci rendiamo conto che quello proposto è un intervento impegnativo sul quale dovranno confluire risorse comunitarie, nazionali e regionali. Siamo ancora nella fase iniziale ed il cammino sarà tutto in salita. Serve quindi condivisione di obiettivi di tutta la comunità dell'arcipelago delle Pelagie visto che il fenomeno migratorio ha interessato entrambe le isole. Vogliamo coinvolgere un architetto di fama internazionale che faccia diventare il museo delle migrazioni un monumento di arte moderna come il Guggenheim di Bilbao oltre che un simbolo di pace per tutte le sponde del Mediterraneo".
In risposta a queste dichiarazioni, Giacomo Sferlazzo, ideatore e promotore insieme all'associazione Arci Askavusa di diverse iniziative sull'isola, ha rilasciato una nota in cui precisa le origini del progetto che sta alla base di un futuro museo delle migrazioni a Lampedusa: "Dopodiché vorrei ricordare che l'idea del museo delle migrazioni è nata, ed è stata proposta insieme all'associazione LIMEN, associazione di giovani trentini, ad altre associazioni, ed anche al comune di Lampedusa e Linosa, dall'associazione arci ASKAVUSA di Lampedusa, di cui io faccio parte. Ricordo che personalmente dissi all'assessore Regionale Armao e davanti ad altre persone, tra cui anche Busetta, di voler parlargli di questa idea, l'assessore mi disse di inviare tramite Busetta tutto ciò che fino a quel momento avevamo prodotto come idee e progetti, cosa che io feci, tra l'altro anche l'idea di accostare il nostro museo a quello di Ellis Island fu riferito all'assessore Busetta in colloquio".
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