Il progetto GiovaniLampedusa nasce in una calda e calma notte lampedusana, ormai diversi anni orsono (nell’Aprile 2003), quando un paio di allegri ragazzi, stufi di impegnare il loro tempo libero in attività sempre più monotone, pensarono di metter su una pagina web che fungesse da punto di ritrovo virtuale per i giovani di Lampedusa, per discutere e confrontarsi. Qualche immagine, del testo e le informazioni essenziali sull’isola bastarono per dare vita alla prima versione del portale.
Da quel momento di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e si sono susseguiti diversi momenti bui per il sito. Ma adesso qualcosa è cambiato!
Se fino ad ora, infatti, ogni nuova versione si traduceva grosso modo in una nuova veste grafica e poco più, questa volta il progetto ha preso nuova vita.
Siamo più convinti che mai che Lampedusa abbia bisogno di qualcosa che i media non riescono a trasmettere del tutto.
L’unica cosa alla quale noi dobbiamo rendere conto è quello che esprime la realtà lampedusana, siamo liberi di dire quello che pensiamo in uno spazio completamente dedicato a noi e alla nostra isola, questo ci fa essere di parte, sì, ma dalla parte giusta!
Abbiamo un’idea concreta e daremo il massimo per portarla avanti: Lampedusa è una realtà assai complessa, impossibile da spiegare se si tiene conto solo delle prime pagine di giornali e telegiornali. Perché non c’è dubbio che, quelle prese in considerazione (in buona parte dei casi) in questi frangenti, siano condizioni sulle quali sia necessario discutere e confrontarsi e dalle quali quest’isola non può prescindere, ma prima ancora di tutto questo, alla base di ogni dibattito e di ogni valutazione, bisogna tenere presente che in questo piccolo lembo di terra, porta meridionale d’Europa, c’è un popolo di seimila anime che è costretto, a priori, a lottare costantemente con problemi che sono propri di un’isola minore.
Per dare un’idea: i giovani hanno decisamente meno possibilità rispetto ad altri, costretti a lasciare casa e conoscenze per cominciare una carriera universitaria (se non prima); il maltempo può lasciare l’isola scollegata dal resto del mondo per giorni (e questo si può tradurre, tra le altre cose, in mancanza di beni di prima necessità)…
E nonostante tutto ciò i lampedusani sono sempre riusciti a far fronte egregiamente, senza lamentele né urla, a situazioni a dir poco scomode come può esserlo il fenomeno migratorio proveniente dalle coste africane, che di certo non è cominciato con l’avvento sull’isola di giornali e televisioni o con le passerelle del politico di turno. Ci sono stati tempi in cui il centro di accoglienza non esisteva e i migranti stavano in giro per l’isola in attesa che il traghetto li portasse a terra ferma; e nell’attesa erano gli isolani ad offrire viveri e giacigli di fortuna.
Quindi viva Lampedusa! Senza se e senza ma, non stancarci mai di fare tutto quello che è in nostro potere per aiutarla a dimostrare quanto valore abbia il suo nome e quello dell’arcipelago di cui fa parte, le Pelagie (insieme a Linosa e Lampione).
Noi siamo qui per questo… portare in auge le caratteristiche “meno note” ai più, ma in assoluto più interessanti, di un’isola che da sempre e da tutti è considerata una perla nel cuore del Mediterraneo, appellativo giustificato in pieno dalle meraviglie naturali che Lampedusa offre e dall’aria da paradiso perduto che si respira vivendola.
Il progetto è ovviamente aperto a chiunque condivida i concetti espressi in queste righe (basta creare il proprio account per cominciare a scrivere e pubblicare contenuti).
Abbiamo bisogno di gente che ci aiuti a mettere in pratica tutto questo. Siamo convinti che sia uno dei modi migliori per condividere con quante più persone possibile l’amore che proviamo per questa splendida isola!