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Scritto da Andrea Pavia
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Venerdì 06 Luglio 2012 09:26 |
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Tags: attività produttive | banca nuova | commercio | immigrazione | lampedusa | linosa | messina | sicilia | turismo
Nei giorni scorsi avevamo pubblicato un articolo riguardante il fondo per il commercio bloccato e le 400 pratiche ferme in Banca Nuova. Oggi, a riguardo, è uscito il seguente articolo nel Giornale di Sicilia:
FONDO COMMERCIO, LE PRATICHE FERME: NUOVO SCONTRO FRA VENTURI E IL DIRIGENTE
PALERMO — La gestione del fondo per il commercio continua ad alimentare lo scontro tra l'assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi e il dirigente generale dell'assessorato, Rosario Greco. Nei giorni scorsi, Venturi aveva disposto con una direttiva l'immediata conclusione dell'istruttoria delle istanze, ferme a Banca Nuova. Oltre 400 pratiche, istruite fino al 18 marzo 2012, per un valore complessivo di 42 milioni di finanziamenti. Senonché Venturi è venuto a sapere che Greco ha convocato per lunedì una riunione con il Direttore generale di Banca Nuova e il Direttore generale dell'Irfis "al fine di trattare e dirimere eventuali problematiche di carattere organizzativo, connesse al trasferimento dell'attività di gestione del Fondo". L'assessore, fin dall'inizio della querelle, ha sempre rifiutato l'idea che la gestione del Fondo andasse all'Irfis, come lo stesso Greco ha più volte indicato, forte anche di un parere dell'avvocatura di Stato che ha bocciato una eventuale deroga della convenzione, anche temporanea, a Banca Nuova. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la riunione del 9 luglio. L'assessore ha preso carta e penna per lamentarsi con il direttore generale della mancata richiesta di partecipazione, e, a sua volta, ha convocato una riunione per definire la problematica per il giorno successivo, il 10 luglio, con Greco e i vertici dei due istituti di credito. Greco, comunque, si difende e dichiara di "non essere mai uscito fuori dalle sue competenze, e di non avere invaso quelle dell'assessore, che è stato sempre informato, — dice — limitandosi a compiere atti di gestione. Se l'assessore pensa che non ho assolto al mio compito allora mi sostituisca con un commissario. È nella sua facoltà".
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