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Tags: amministrazione | arresto | concussione | derubeis | futuro | lampedusa | lampione | linosa | sindaco “Non ci sono riscontri così evidenti tali da giustificare l’arresto”. Più o meno è questa la sentenza del tribunale del riesame di Palermo che ha accolto le richieste avanzate dagli avvocati difensori del “sospeso” primo cittadino di Lampedusa Bernardino De Rubeis che, di fatto, scagiona il “lungo” dalle accuse pesanti che gli aveva mosso contro un imprenditore agrigentino. De Rubeis, però, rimane in carcere; lo scorso quattro agosto è stato raggiunto da un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè un secondo imprenditore agrigentino gli ha fiondato, più o meno, le stesse accuse del Vella. Ricorderete perfettamente l’enfasi della notizia dell’arresto di De Rubeis che fece il giro del mondo in pochissimi minuti. Tutti ringraziarono l’imprenditore che denunciò le gravi scorrettezze portate avanti dal sindaco di Lampedusa; tutti, noi per primi, ringraziammo l’operato della Guardia di Finanza che dopo mesi e mesi di indagini, intercettazioni e cimici ovunque, riuscì ad incastrare De Rubeis. Tutti ringraziammo la Procura di Agrigento per la decisa e determinata azione di contrasto contro il fenomeno delle concussioni e collusioni che vede da sempre come principali vittime gli imprenditori, spesse volte vittime di un sistema che ha certamente affossato una intera regione. Rimaniamo perplessi, purtroppo, sulla decisione del tribunale del riesame che, di fatto, annulla mesi e mesi di intercettazioni, cimici, indagini e persino il “dire” di un imprenditore “taglieggiato” da un politico.
Ciò vuol dire, in buona sostanza, che le cimici non hanno avuto un funzionamento corretto? Le intercettazioni erano forse disturbate da rumori di fondo? Le dichiarazioni dell’imprenditore erano prima accusatorie e oggi si rivelano prive di riscontri effettivi? Non riusciamo a capire bene cosa non ha funzionato in questa prima parte della vicenda De Rubeis. Una cosa è certa: De Rubeis, sbattuto in prima pagina dal mondo mediatico, oggi non rappresenta più quel mostro che da tutti era stato dipinto, magistratura compresa. E se noi ci siamo permessi di sbattere quel mostro in prima pagina è stato grazie all’apporto ed alla fiducia incondizionata che nutriamo nei confronti della magistratura agrigentina. Siamo quasi “costretti” a difendere il sindaco De Rubeis e il che, non lo nascondiamo, ci viene molto difficile. Ricordiamo che sul “lungo” di Lampedusa pende come un macigno un secondo provvedimento di arresto per concussione. Ad inchiodarlo è stato un altro imprenditore agrigentino. Si spera, per il bene di De Rubeis, che stavolta le dichiarazioni siano state rese in modo più esaustivo. Non sarebbe tollerabile (nè accettabile) un altro dietro front del genere. Dunque, grande fiducia e grande rispetto per i magistrati agrigentini, ma altrettanta fiducia e rispetto anche nei confronti dei magistrati del tribunale del riesame di Palermo. C’è solo un piccolo, grande intoppo: che i provvedimenti a carico di De Rubeis sono diametralmente opposti…
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