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Tags: berlusconi | economia | elisa almanzo | interventi | lampedusa | lettera | turismo Riceviamo e pubblichiamo una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scritta dall'imprenditrice Lampedusana Elisa Almanzo.
SIGNOR PRESIDENTE, anche a Lei, come al ministro Maroni, quasi per “par condicio”, e per equiparare le vostre responsabilità nella questione che mi accingo a delineare, giunge, mediante la seguente lettera, il grido disperato di un’imprenditrice, piccola, ma pur sempre imprenditrice lampedusana. Da mesi, ormai, attendiamo invano che il fenomeno sociale dell’immigrazione trovi una definitiva risoluzione, al fine di ridare alla mia isola , a Lampedusa la pace e la tranquillità sociale e finanziaria che un tempo ne costituivano i vessilli, i simboli , insomma la contraddistinguevano tra le molteplici città e paesi italiani. Mi rendo perfettamente conto, che , il problema è intessuto in una rete di rapporti politico-sociali e finanziari di livelli internazionali, ma ho come il sentore che la voce dell’Italia non si elevi al tono adeguato all’interno delle organizzazioni europee, ed essa diventi, dunque , la “cenerentola”della politica degli stati europei. Certamente, talune espressioni sono frutto di opinioni e non di sostanziale pragmatismo politico, pertanto facilmente confutabili,ma nessun uomo politico, può assolutamente negare o smentire che Lampedusa ormai è crollata economicamente e, che , per quest’isola è stato fatto poco o nulla. Continuano ad arrivare barconi carichi di immigrati, (per me lampedusana sono solo immigrati e non applico alcuna fondamentale differenza ai termini profughi e clandestini), che approdano sull’isola, imponendo , così, per dovere di cronaca, ai giornalisti ,una sorte di comunicazione –informazione mediatica ,che, con le ripetitive immagini, sottotitoli didascalie e quant’altro, ostacola indubbiamente il rilancio turistico; nessuna agenzia ad oggi , infatti ha promosso l’isola.
Lampedusa, allora, dovrà essere , infine, la vittima suprema di una guerra che , pur dettata apparentemente ,da sani ed etici principi a favore del rispetto dei diritti umani, non ci appartiene direttamente? Quali motivi ostativi impediscono di dare forma alla proposta suggerita dal presidente della regione Sicilia ,secondo la quale sarebbe opportuno identificare gli immigrati direttamente a bordo delle navi in rada ?Forse così operando verrebbe attenuata la paura dei numerosi sbarchi sull’isola, che condizionano le vendite se non addirittura le arrestano. Ribadisco , ancora una volta , anche in questa occasione, che , l’incipit della decadenza economica di Lampedusa , va attribuita alla prima fase degli sbarchi di sei settemila clandestini che lei e il suo governo avete sottovalutato. Il governo persiste ancora con una politica superficiale, approssimativa e confusa, ma i lampedusani non possono permettersi di essere confusi dopo gli investimenti approntati nel corso dell’inverno, per qualificare , rinnovare le proprie strutture alberghiere ecc…o pensate veramente che tutti i debiti effettuati si possano estinguere con la presenza di poliziotti e forze dell’ordine allocati in alcuni alberghi. Egregio presidente,Lei è stato un imprenditore e, anche se oggi politico, non deve dimenticare su quale base poggia l’economia capitalista; lungi da me, quale semplice e insignificante imprenditrice ai suoi occhi, impartirle lezioni di marketing o di produttività economica, ma urge lo stesso sottolineare che il rischio imprenditoriale deve essere sempre e comunque , supportato da un sufficiente riscontro di guadagno e, purtroppo, in questa prossima stagione ormai in posizione di stallo, non si prospettano guadagni e io come imprenditrice non posso permettermi di perdere per cause non attribuibili alla mia personale politica di gestione. Dato, quanto detto sopra e, considerato che durante la sua visita a Lampedusa si è rivolto solo ad una minoranza di cittadini lampedusani, a quelli meno attenti alla sfera politica e più ai gossip, trascurando gli abitanti dell’isola che si attengono scrupolosamente al principio cartesiano”Cogito ergo sum”, la invito ad essere più convincente e credibile coi fatti, poiché in nome della ragione e della singolare riflessione non tutti abbiamo gradito la sua performance a LAMPEDUSA, piuttosto leggera e volta a placare in modo del tutto momentaneo le ansie e le preoccupazioni di un popolo in emergenza. A tal fine, individualmente, pensando anche, con un pizzico di presunzione di interpretare le attese dei miei colleghi , le chiedo di intervenire con un piano di lavoro razionalizzato in aiuto e in soccorso dei lampedusani, ovvero della categoria di operatori turistici, poiché, se non si stabilizza lo sviluppo del settore turistico, non avverrà alcuna crescita economica dell’isola e sull’isola. Se non riusciremo a pagare i debiti , certamente non riusciremo nemmeno a saldare i debiti delle imposte statali quali irpef , iva ec…..che sono sicura arriveranno a mezzo posta ad Arcore presso la sua villa. Le chiedo con serietà di intento di provvedere ad elargire: -somme a titolo rimborso danni di immagine o per investimenti finalizzati al rinnovo e alla qualificazione di strutture , acquisto beni ecc…; -coprire almeno, le somme di un anno per mutui e finanziamenti in corso a scopo imprenditoriale; -annullare le imposte di reddito e quant’altro ad esse legate almeno per l’anno finanziario in corso; -istituire un fondo agevolato per prestiti. Sicuramente a queste richieste se ne potranno aggiungere altre, ma queste penso siano essenziali attuarsi nel giro di breve tempo per risollevare le sorti dell’isola e sono convinta che non bastano a ripagare il sacrificio , le tensioni, le paure, le incertezze che i Lampedusani hanno vissuto e continuano a vivere. E’ apprezzabile candidare l’isola al conseguimento del Premio Nobel, ma dubito che tale premio con tutta la sua valenza culturale, etica sociale possa colmare la crisi che attanaglia l’isola. Personalmente, la considero il presidente che tutto può e allora osi fare tutto per i lampedusani, (non solo comprare la casa, perché ciò non è importante); è facile dire sono “un lampedusano”, ma per esserlo veramente bisogna vivere a pieno le disavventure dei lampedusani. Non si è lampedusani vivendo ad Arcore o a Montecitorio e tenendo il potere e il controllo dell’Italia in mano; il lampedusano è ben altra cosa e lo affermo con orgoglio. Ascolti la mia voce, ridia la sana immagine a Lampedusa, intervenga con vigore, autorevolezza e serietà in Europa , affinchè il problema non affligga Lampedusa e poi l’Italia. Cavaliere, agisca in fretta, stavolta occorre avere fretta. In attesa di poterci conoscere di persona, con una mia diretta partecipazione quale imprenditrice, per meglio definire i dettagli di un piano economico volto a dare respiro all’isola, Le porgo i miei più cordiali e distinti saluti. L’IMPRENDITRICE: DOTT.SSA ELISA ALMANZO
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