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Tags: associazione | balene | biodiversità | comunicato | delfini | lampedusa | legambiente | mare | messico | pelagie | petrolio | tartarughe | trivella Giorno 21 Ottobre a Lampedusa, Piazza Castello, dalle ore 11 ci sarà la manifestazione "No Trivella Day". La Manifestazione è indetta da Legambiente, Associazione dei Pescatori di Lampedusa e Associazioni Giovanili locali. Nelle Isole Pelagie sono stati rilasciati n. 2 permessi per ricerche petrolifere alla Società Puma Petroleum. Il Ministero dell’Ambiente ha stabilito che le trivellazioni dei pozzi dovranno essere sottoposte a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ma per le ricerche preliminari è stato già dato il via libera già nel febbraio del 2009.
L’estensione complessiva delle aree di ricerca è di oltre 140.000 ettari e riguarda tutto il fronte meridionale dell’arcipelago e il tratto di mare compreso tra Lampedusa e Lampione. La profondità prevista di escavazione sarà superiore ai 2.800 m. Le Pelagie sono situate in una zona di mare di importanza vitale per tutto il bacino del Mediterraneo e un eventuale incidente potrebbe avere effetti dannosi inimmaginabili e irreparabili. Nessuna garanzia sull’osservanza delle più restrittive norme sulla sicurezza, nessuna assicurazione sul rispetto delle disposizioni in materia di controlli preventivi, nessuna promessa di trasparenza e correttezza nello svolgimento delle operazioni in mare, ci farà desistere dall’opporci senza se e senza ma alle trivellazioni nel nostro mare. Il dramma causato dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico è solo l’ultimo di una lunga serie di disastri avvenuti negli anni in varie parti del pianeta che dimostrano in modo inoppugnabile che non esistono procedure che rendano sicure le attività estrattive. A seguito delle proteste scatenate in tutta Italia dalle associazioni ambientaliste, dai Comitati NO TRIV, dalle popolazioni interessate (in Sicilia sono oltre 20 le autorizzazioni rilasciate e tutte le isole minori sono coinvolte), il Ministro Prestigiacomo ha emesso un decreto entrato in vigore ad agosto 2010, che stabilisce il divieto per le trivelle entro 12 miglia dal perimetro esterno delle aree costiere protette. Ma è importante precisare che tale divieto non si estende ai progetti già autorizzati prima, come quelli delle Pelagie, Pantelleria, ecc. e che 12 miglia non offrirebbero comunque un margine serio di sicurezza se si pensa al disastro ambientale successo nel Messico. In gioco c’è il futuro dell’arcipelago delle Pelagie, che per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, è uno straordinario serbatoio di biodiversità ed è al centro delle rotte migratorie per balene, delfini, tartarughe. Il destino di queste isole non può essere condizionato o compromesso da scelte miopi e ciniche, che guardano ancora al petrolio come unica fonte energetica.
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