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Tags: amministrazione | arresto | concussione | consiglio | derubeis | giunta | lampedusa | lettera | locale | reato | sindaco «Nel giorno simbolico del ricordo del Giudice Livatino, la politica non può continuare a tacere in ordine alla scandalosa vicenda del sindaco De Rubeis e in ordine al coraggio civile degli imprenditori che si sono esposti denunziando sopraffazioni e gravissime anomalie.
Al di là dei pronunziamenti del Tribunale del Riesame, che peraltro confermano l’attendibilità delle ricostruzioni dei gravissimi comportamenti del sindaco De Rubeis denunziati dagli imprenditori, la politica e gli organi di controllo amministrativi non possono continuare a tacere in ordine alle prassi di violazioni di leggi continuamente poste in essere presso il Comune di Lampedusa. Anche l’ultimo sequestro per molte centinaia di migliaia di euro, disposto su richiesta della Procura dalla magistratura di Agrigento, conferma in che misura il sindaco De Rubeis rappresenti un modo di amministrare in assoluto contrasto con le regole e le leggi dello Stato italiano e della Regione Siciliana. Sequestri e provvedimenti giudiziari confermano pienamente la fondatezza di quanto da tempo coraggiosamente sostenuto con atti ispettivi, esposti e denunzie del gruppo consiliare del PD presso il Comune di Lampedusa. Ed appare incomprensibile come, ancora oggi, non siano pervenuti presso il Comune di Lampedusa, gli ispettori della Regione e del Ministero per avviare le procedure di scioglimento dell’amministrazione De Rubeis. E’ difficile trovare parole adatte per commentare l’assoluta mancanza di pudore, nonché di sensibilità istituzionale che vede oggi De Rubeis ritornare a ricoprire la carica di sindaco, piuttosto che presentare dimissioni assolutamente doverose.
Al di là di ciò che deciderà la Cassazione in ordine alla doverosità del suo arresto, è assai opportuno esprimere pieno appoggio alla Procura di Agrigento che ha comunque messo a nudo un documentato e documentale contesto di inquinamento della vita democratica lampedusana e agli imprenditori che hanno rotto il silenzio sul contesto di complicità e sopraffazioni. Concludendo, la Magistratura ha dei compiti che sta linearmente svolgendo, ma la politica ne ha altri che rispetto a Lampedusa, in questa fase, non vengono altrettanto correttamente espletati. Nelle prossime ore investiremo, per tramite del parlamentare regionale Giuseppe Lupo, l’assessore agli Enti Locali Caterina Chinnici, affinchè avvii, senza alcun indugio, le procedure ispettive presso il Comune di Lampedusa, finalizzate alla rimozione del sindaco per reiterate violazioni di legge. Altrettanto faremo nei confronti del Ministro degli Interni, affinché avvii le verifiche ispettive, finalizzate ad attivare – come già è avvenuto al Comune di Agrigento – la Procura della Corte dei Conti affinchè De Rubeis venga chiamato a rifondere gli enormi danni causati con le sue “spese pazze”, in spregiudicata violazione di ogni elementare regola amministrativa». Giuseppe Arnone - 21/09/2009 Queste le parole diffuse dal consigliere comunale di Agrigento Giuseppe Arnone in una lettera aperta sui casi giudiziari che vedono coinvolto in prima persona il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis. Luca Siragusa
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